E' di qualche giorno fa una mail che riporta quanto segue:
Nell'anno 2007, Guillermo Vargas Habacuc, un finto artista, prese un cane di strada (nella foto), lo lego' ad una corda corta ad un muro di una galleria d'arte e lo lascio' morire lentamente di fame e di sete: Durante parecchi giorni, l'autore di questa orribile crudeltà e i visitatori di questa galleria d'arte erano spettatori impassibili all'agonia del povero animale, fino a quando finalmente mori' per inanizione, sicuramente dopo aver passato per un doloroso, assurdo ed incomprensibile calvario. e poi. la prestigiosa Biennale Centroamericana di Arte decise, incomprensibilmente, che la bestialità che aveva appena commesso questo individuo era arte, ed in questo modo tanto incomprensibile Guillermo Vargas Habacuc è stato invitato a ripetere la sua crudele azione in fortuna Biennale in 2008. http://www.petitiononline.com/13031953/petition.html. L'atrocità sarebbe avvenuta durante la mostra Bienal Costarricense de Artes Visuales (Bienarte) 2007, in seguito alla quale Guillermo Habacuc Vargas è stato selezionato per la Bienal Centroamericana. Il link porta al testo di una petizione atta ad ostacolare la partecipazione dell'"artista" all'evento.
Nell'arco della stessa giornata mi arriva una seconda mail con un diverso indirizzo: http://attivissimo.blogspot.com/2007/11/antibufala-cane-lasciato-morire-per.html. Per curiosità e per il ripudio verso atti di questo genere, ci entro e vi ci razzolo un po'. che ci trovo? Procedendo con ordine... Una dichiarazione tratta da un blog secondo la quale il cane, Natividad il suo nome, sarebbe stato catturato fra le baracche di un quartiere di Managua e sarebbe poi morto di inedia il giorno successivo l'inaugurazione della mostra. Pare, inoltre, che il cane fosse già fortemente malato e riufiutasse cibo.
Poche righe più sotto, è riportata l'intervista al direttore della galleria Juanita Bermúd, rilasciata al giornale La Prensa nell'ottobre del 2007, che dichiara che l'animale sia stato in realtà nutrito (in separata sede) e che poi sia scappato. Il cane, secondo la Bermùd, sarebbe rimasto nella mostra per tre giorni, ma la mostra durava tre ore ogni giorno, e soltanto durante quelle tre ore veniva legato e non nutrito. Al di fuori di quest'orario, veniva alimentato regolarmente con cibo per cani fornito da Habacuc stesso. Il cane sarebbe poi scappato.
Dopo di ciò arrivano le parole dell'artista il cui scopo non era quello di causare sofferenze alla povera bestiola, ma quella di attirare l'attenzione sulle condizioni deplorevoli in cui migliaia di randagi si trovano sulle strade della sua città ( e direi anche di tante altre).
Ora, posso trovarmi d'accordo con l'indignazione di chi, con furia, ha lanciato per mezzo mondo questa mail chiedendo "giustizia". Posso trovarmi d'accordo anche con Vargas il quale, giustamente, ha voluto puntare il dito su una condizione reale e disattesa. Ma sono Fortemente convinta della forte ipocrisia che questa storia (vera o falsa che sia) ha fatto venir fuori, per cui molte delle persone che hanno urlato alla vergogna, resisi conto dello scherzetto, si metteranno placidamente ad attendere l'ennesimo scempio per svegliarsi e urlare nuovamente. Ma davvero si pensa che un atto artistico possa far destare gli animi? Davvero il povero Vargas crede che qualcuno domani si ricordi di Natividad e del suo strazio? E con lui tutti i Natividad che siamo abiatuti a vedere sotto le nostre case, i nostri uffici, la nostra indifferenza? Si spera utopicamente che qualcuno, al prossimo passaggio spensierato fra gli scaffali di un supermercato, si ricordi di comprare del cibo per il cane solo sul marciapiede di fronte? Ma che bel mondo quello in cui vogliamo credere. La verità? La verità è che la coscienza è un animale ancor più pietoso e va protetta dgli imprinting che ci annienta il cervello. E allora che si fa? Ci si attiva. Si urla. Si scalcia perchè mai più avvengano cose di questo genere. Ma domani, alla prossima mail approdata sulle nostre caselle di posta con una cazzata qualunque, da un mittente qualunque ad un destinatario qualunque, Natividad non sarà mai esistito.







